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lunedì 10 febbraio 2014

Candidati alle elezioni regionali: rispondete alle donne

Pochi giorni per decidere: il 16 febbraio la Sardegna vota per il nuovo Consiglio Regionale e il nuovo presidente della Giunta. Eppure molti ancora nemmeno sanno che si deve andare a votare.. e fra chi lo sa è altissimo il numero degli indecisi e di chi pensa di astenersi. Un quadro sconfortante, considerato che la Sardegna ha bisogno di scelte urgenti e di visioni radicalmente nuove, in economia, ambiente, politiche di genere. E abbiamo bisogno di più donne e pensiero femminile.
A proposito di democrazia paritaria: nella scorsa legislatura il Consiglio Regionale uscente ha dato di sé pessimo spettacolo rifiutando di inserire la doppia preferenza di genere nella nuova Legge Elettorale. Andrà meglio con il prossimo? Le donne esigono, e meritano, di sapere con precisione quali sono anche in questo senso gli orientamenti dei candidati. Per questo Snoq Cagliari ha condensato in questo video le domande che come elettrici rivolgiamo loro. 



Candidati: rispondete! Prima di votare vogliamo conoscere le vostre posizioni senza reticenze.

In attesa di conoscere le risposte, vi ricordiamo chi sono i candidati:

•  0. per il Movimento 5Stelle, che non si presenta, nessun candidato;
• 1. per il PD e il Centrosinistra, tramontata la candidatura della vincitrice delle Primarie Francesca Barracciu (ritiratasi in seguito ad aver ricevuto un avviso di garanzia), il candidato è Francesco Pigliaru;
• 2. per il Centrodestra si ripresenta il governatore in carica, Ugo Cappellacci; chi è contento di come è andata fin qui va sul sicuro;
• 3. i candidati “minori” sono: Pier Franco Devias (Fronte Indipendentista Unidu), Mauro Pili (ex-Pdl, per Unidos), Gigi Sanna (Mov. Zona Franca); 
• 4. unica donna la coraggiosa Michela Murgia, per Sardegna Possibile. 

I 59 seggi che verranno assegnati saranno così ripartiti: 20 i seggi alla circoscrizione di Cagliari, 12 a Sassari, 6 a Nuoro e a Oristano, 4 nel Medio Campidano, 4 a Carbonia Iglesias, 2 per l’Ogliastra e 5 a Olbia Tempio. 

martedì 15 ottobre 2013

Ricominciamo da noi: ma non da sole

Dopo la nuova bocciatura della doppia preferenza, che il Consiglio Regionale Sardo (come già quello pugliese) ha portato a casa con il nobile metodo del voto segreto), se mai ce ne fosse stato bisogno abbiamo definitivamente compreso che dobbiamo partire da noi, senza aspettarci niente dai partiti. Iniziamo a scrivere una storia nuova.
Si narra da secoli che la Sardegna sia una regione matriarcale, scrive il blog Un altro genere di Comunicazione, dove alla donna viene affidato un ruolo dominante e che questo sia fortemente radicato negli usi e costumi sardi sin dall’antichità. Ma quando si dà uno sguardo alle statistiche è facile rendersi conto che questa regione risulta tra gli ultimi posti in Italia per numero di donne occupate e per l’inserimento delle donne nelle stanze del potere.
In effetti, anche questa ennesima beffa lo conferma, dobbiamo aspettarne altre? L'intelligenza e il giudizio li abbiamo, facciamoci dunque valere: fiere di essere donne, consapevoli del nostro valore, facendo della nostra tradizione il terreno del rinnovamento di cui abbiamo bisogno.
Non da sole, però! Questo strumento fa parte di una rete e in ogni regione siamo tante: l'invito a tutte è a collaborare, non solo per sostenerci a vicenda nelle battaglie comuni, ma per iniziare a sostenere la politica femminile ad ogni livello, per fare rete, nel rispetto delle differenze, per contenuti che sono negli interessi di tutti e di tutte, cercando di mettere a punto un metodo di lavoro nuovo. 
Feminas sardas: vi invitiamo a leggere le "pagine" informative di questo blog, e a mettervi in contatto con noi per iniziare una strada insieme.